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Diritto di superficie per il fotovoltaico: che cosa cedi e che cosa ricevi

Con il diritto di superficie, in sigla DDS, permetti alla società di costruire e tenere un impianto fotovoltaico sul tuo tetto o sul tuo terreno per 25 o 30 anni. In cambio ricevi un compenso.

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Impianto fotovoltaico esteso su più tetti industriali
25 o 30 anni

Che cos’è, in breve

Il diritto di superficie è previsto dal codice civile: il proprietario di un immobile concede a un altro soggetto il diritto di costruire e mantenere una costruzione sopra il suo suolo o il suo edificio. Nel nostro caso la costruzione è un impianto fotovoltaico.

Molti lo chiamano «affitto del tetto» o «affitto del terreno». L’idea è simile, ma il diritto di superficie si costituisce con un atto notarile e ha una durata lunga e certa. È lo strumento che usiamo sia per i tetti sia per i terreni.

Vuoi che te lo spieghiamo sul tuo caso? Numero verde 800 955 358

I punti fermi della nostra proposta

Chi costruisce

La società realizza l’impianto fotovoltaico a proprie spese.

Per quanto tempo

Il diritto di superficie viene pagato per 25 o 30 anni.

Come ti paga

Compenso annuale, oppure attualizzato in un’unica soluzione: lo chiedi tu.

Annuale o attualizzato: la differenza

Annuale significa che ricevi una somma ogni anno per tutta la durata del contratto, 25 o 30 anni.

Attualizzato significa che il valore degli anni futuri viene riportato a oggi e versato in un’unica soluzione.

Sono due modi di ricevere il corrispettivo dello stesso diritto. Quale conviene dipende dalla tua situazione: per le conseguenze fiscali dell’una e dell’altra scelta è bene sentire il tuo commercialista prima di firmare.

Niente cifre su questo sito: il compenso dipende dalla zona, dal mercato locale, dallo stato del tetto o del terreno e da quanto l’investitore è disposto a offrire. Lo trovi nella lettera di intenti.

Che cosa firmi, e quando

  1. Lettera di intenti (LOI). Arriva dopo lo studio preliminare, se è positivo. Contiene l’offerta economica. Accettandola ti impegni a non trattare con altri per il periodo dell’accordo, mentre la società investe nel progetto preliminare e chiede il preventivo di connessione.
  2. Contratto preliminare. Si firma davanti al notaio se il preventivo di connessione è congruo. Da qui parte l’iter autorizzativo.
  3. Atto definitivo. È l’atto notarile che costituisce il diritto di superficie.

La sequenza completa è nella pagina sul percorso in sei passi.

Se il tetto va rifatto

Sistemazione del tetto, bonifica dell’amianto e nuova copertura sono anticipate dalla società e dedotte dal compenso del proprietario. Il meccanismo è spiegato nella pagina sui tetti.

Se il terreno preferisci venderlo

Per i terreni la lettera di intenti può proporre, in alternativa al diritto di superficie, l’acquisto. Prima però bisogna capire se il terreno è in area idonea.

Domande sul diritto di superficie

Che differenza c’è tra affitto e diritto di superficie?

L’affitto è un contratto di locazione. Il diritto di superficie è un diritto reale che si costituisce dal notaio e permette alla società di costruire e mantenere l’impianto sul tuo tetto o terreno per la durata stabilita, 25 o 30 anni.

La lettera di intenti mi obbliga a firmare il contratto?

Accettando la lettera di intenti ti impegni, in sintesi, a non avviare altre trattative nel periodo dell’accordo. Al contratto preliminare si arriva solo se il preventivo di connessione del gestore di rete è congruo.

Chi paga il progetto e la richiesta di connessione?

La società: il progetto preliminare e la richiesta del preventivo di connessione al gestore di rete sono a sue spese, così come la realizzazione dell’impianto fotovoltaico.

Perché non dite quanto pagate?

Perché non c’è una cifra valida per tutti. Il compenso dipende dalla zona, dal mercato locale, dallo stato del tetto o del terreno e da quanto l’investitore è disposto a offrire.